mercoledì 27 febbraio 2013

Idee rivoluzionarie..?


Ma la guida pura esiste ancora? 
La passione per il controllo al limite ha ancora la sua durezza e i suoi sacrifici oppure abbiamo ridotto tutto ad un videogioco? ..emozioni comprese!
Due anni fa al salone di Francoforte gli occhi di molti appassionati si sono posati con interesse su quel concept denominato Alfa Romeo 4C.


E non erano le linee accattivanti o la somiglianza con la sorella maggiore 8C (negli anni trenta e quaranta c'erano le sportive 8C e 6C, oggi conosciamo le 8C e 4C.. acronimi di 8 cilindri, 6 cilindri e 4 cilindri!) a far battere i cuori. E' vero che si parlava di un'auto molto bella, ma ciò che ha fatto sognare tutti (compreso chi scrive!) sono state le specifiche tecniche! Si parlava, infatti, di una massa che fermasse l'ago della bilancia sui 1000kg, e di un propulsore 1750 Turbo Benzina che sprigionasse la bellezza di 200 dei migliori equini di casa Fiat sulle ruote posteriori.. il tutto impacchettato in un corpicino delle dimensioni di una utilitaria, seppur spalmata sull'asfalto.
Premesse a dir poco grandiose, ma ora è il momento di tornare sul luogo del "delitto" e presentarsi in anteprima mondiale con la versione definitiva al Salone di Ginevra. Ed ecco che chi, come me, sognava una piccola bestiola da domare, si ritrova una costosa (c'è chi parla di 45'000 euro, chi azzarda 60'000 euro) e tecnologica supercar nascosta sotto un vestitino da piccola peperina.


Già, perche le prime specifiche che vengono dichiarate parlano di un telaio in fibra di carbonio, il 1750TB che raggiunge i 240CV, il cambio doppia frizione TCT e il "filtro" DNA ormai classico sugli ultimi modelli del biscione. Risultato: anche questa bella idea finisce pompata e controllata dall'elettronica ! Ma ce n'era davvero bisogno?



 Il telaio interamente in carbonio potrebbe essere molto raffinato, certo, ma la Lotus Elise ne aveva uno in alluminio e non se la cavava male! E la più modesta Mazda Miata (la nostra MX-5) con il suo classico monoscocca vanta comunque un handling all'insegna del divertimento! Il Turbo Benzina della Giulietta poteva anche diventare più brioso, si, purchè non subentrasse la necessità di domarlo con tante diavolerie elettroniche. Per intenderci, la TVR Sagaris con 400CV non aveva nemmeno l'abs! Per non parlare del cambio al volante.. 
ma nessuno si ricorda quanto è bello un cambio meccanico ad "H" standard con la frizione sotto il piede sinistro? La guida pura, l'uso del gas in scalata, e, soprattutto, il rispetto nel dosare l'acceleratore..!


Un altro esempio sarà l'erede della Ferrari Enzo.. le sue anticipazioni sono state inedite e succulentissime (c'è stata anche una "pre premiere" privata per pochi eletti tanto per aumentare la suspance!) nonchè degne del miglior simulatore di guida! Un V12 6.3 derivato dalla F12berlinetta capace di 800CV a 9200rpm adiuvato da un sistema KERS (come quello visto in F1, per intenderci!) capace di garantire 150CV extra e la coppia massima già a 1000rpm. E poi c'è il telaio interamente in carbonio (T800 e T1000), uno 0-100 km/h coperto in 3 secondi.. insomma quante belle cose! Ma solo numeri ed esagerazioni se si pensa che a gestire il tutto ci sarà sempre quel fastidioso "comitato elettronico". 



Auto come videogiochi. E il mondo dei motori si piega al marketing uccidendo la passione.. pura!
A oggi la vera rivoluzione sarebbe la possibilità di poter trovare un veicolo la cui raffinatezza tecnologica si limita alla meccanica. E, se qualcuno ne avesse il coraggio, sarebbe possibile! Basti pensare ai più performanti freni carboceramici, al più leggero basamento del motore in alluminio, ai telai in composito.. a fronte, rispettivamente, dei freni in acciaio, basamenti in ghisa, i telai a traliccio di tubi. Paradossalmente si può rinunciare alle potenze esorbitanti (miss Veyron ne sa qualcosa?!?) dal momento che vengono sempre e comunque imbrigliate dall'occhio vigile dell'elettronica! 
Insomma lasciate a noi nostalgici del "punta tacco" la possibilità assaporare fino infondo le evoluzioni della tecnologia! ...meccanica eh!!!

giovedì 15 novembre 2012

Tanto con Poco


In un'epoca in cui Supercar vuol dire Lusso e Comfort vale la pena buttare un occhio al passato e ricordare un progetto che, ormai, resta nella mente di pochi (ma buoni!): la Honda NSX.


Nel febbraio 1989 al salone dell'auto di Chicago esordisce, infatti, una coupè che prende il concetto "tout le monde peut conduire" e lo mette in pratica! Ma nel migliore dei modi!
Già, perché oggi questa filosofia sembra scaduta nella creazione di bolidi velocissimi, tecnicamente molto avanzati, con potenze stratosferiche e caratterizzati da un handling che, con l'avvento dell'eletteonica, ha permesso a chiunque (appunto!) di poter dire di saper guidare! L'idea degli ingegneri NSX era ben diversa: prendendo come riferimento le prestazioni della Ferrari328, prima, e della Ferrari348, poi, si voleva creare un modello che garantisse il perfetto equilibrio tra la potenza utilizzabile e l'affidabilità tipica della casa nipponica ma con un prezzo accessibile! E ci riuscirono!!
Il grande designer Gordon Murray arrivò ad affermare: «nel momento in cui ho guidato la NSX tutti i riferimenti alle auto Ferrari, Lamborghini, e Porsche, che avevo usato come riferimento per lo sviluppo della F1, sparirono dalla mia mente. Naturalmente la F1 che volevamo creare avrebbe dovuto essere più veloce della NSX, ma la guidabilità e la qualità della NSX sarebbe diventato il nostro nuovo obiettivo».
Il fine ultimo non doveva essere un'auto ipercostosa da poter sfoggiare il sabato sera.. ma una brillante vettura da poter usare tutti i giorni, ma che avesse le soluzioni tecniche del programma Motorsport della Honda.
Il progetto NS-X (New Sportcar eXperimental), che inizialmente si chiamava HP-X (Honda Pininfarina eXperimental), prevedeva, infatti un programma di test di lunga durata e sviluppo per le esigenze estreme su strada e pista che vide attivamente impegnati il pilota giapponese di Formula1 Satoru Nakajima e, udite udite, il grande Ayrton Senna (che QUi vediamo impegnato a promuovere la prodigiosa NSX sul circuito di Suzuka. Da notare il bel traverso all'ingresso della Spoon Curve!!) che proprio con la Honda aveva vinto i suoi 3 mondiali di Formula1.
Fu lo stesso Ayrton a convincere il capo ingegnere Honda ad irrigidire il telaio della NSX, un telaio monoscocca in alluminio ultra leggero e ultra rigido che, insieme alle sospensioni in alluminio a quadrilateri deformabili con doppio braccio oscillante trasversale e forcelle forgiate, collegate a delle ruote in lega forgiata, permise di risparmiare più di 220 kg di peso rispetto al suo equivalente in acciaio.


Una nota di rilievo la merita il motore. Un 3.0 litri V6 da 270 Cv, dotato di tecnologia brevettata VTEC (Variable Valve Timing and Lift Electronic Control.. un sistema per migliorare l'efficienza volumetrica di un motore a combustione interna a quattro tempi) che, con le sue bielle in titanio (era il primo a montarle!) e i pistoni forgiati, era capace di raggiungere quota 8000 giri/minuto. Il design della carrozzeria, fu, invece, studiato (dal designer esecutivo Ken Okuyama e dal capo ingegnere Shigeru Uehara) ispirandosi alla visibilità a 360^ all'interno di un cockpit del jet da combattimento F-16. 
Per le clientele più esigenti era prevista anche una versione Type-R, cioè la NSX-R, che subì una bella dieta (arrivando a 1230 Kg) e sospensioni più rigide all'avantreno per evitare eccessivi trasferimenti di carico in frenata che, nella versione standard, portavano ad un alleggerimento del posteriore con conseguente sovrasterzo!

Negli anni si sono visti svariati cambiamenti: la NSX-T con tetto Targa,la NSX Type-S e Type-S Zero, la Zanardi Edition, nel 1997 la cilindrata è arrivata a 3.2 litri (280 Cv e 305 Nm di coppia),poi c'è stata la NSX-R GT per l'omologazione nel campionato SuperGT e nel 2005 la Honda ha deciso di mandarla in pensione considerato che la Ferrari, la cui 348 era stato il punto di riferimento, aveva già in produzione le sue F355, 360 e F430. 


Recentemente sul web circolano voci riguardo la Nuova Honda NSX, e si parla di grandi innovazioni, con un sistema propulsivo Super Hybrid SH-AWD (Super Handling All Weel Drive) che garantisce una trazione integrale caratterizzata da due motori elettrici posizionati sulle ruote anteriori. Questo nuovo gioiellino ha fatto una breve comparsa nel film The Avengers (ovviamente nelle mani del genio, miliardario, playboy, filantropo Tony Stark!!), ma qualcosa mi dice che il Mito di una "piccola" Honda economica capace di sfidare i giganti non sarà mai più raggiunto..!

martedì 22 maggio 2012

Auto su Misura



Forse in questo particolare momento storico non è il massimo. In un mercato dell'auto che parla solo di un generale calo nel volume di vendita, pensare di spendere centinaia di migliaia di euro per la propria vettura non sembra essere una trovata molto geniale.

Ma per chi può permettersi queste follie, esiste anche l'alternativa motoristica all'abito su misura. Eh già! Perché, così come un sarto ti confeziona l'abito di qualità secondo le tue preferenze e i tuoi gusti, allo stesso modo alla Wiesmann nessuna auto è uguale all'altra. Si tratta di gioielli da trecento all'ora cesellati come da orafi e cuoiai, tutti fatti su ordinazione, scegliendo in una infinita gamma di colori il proprio allestimento interno.




L'auto sportiva da grandi prestazioni fatta a mano porta, di solito, nomi altisonanti come Aston Martin, Ferrari o Morgan. Ma un miracolo fatto da una grande iniziativa imprenditoriale di due fratelli (Friedhelm e Martin Wiesmann appunto) sposato alla tecnologia dei motori BMW (mica poco!!) ha prodotto un marchio d'eccellenza Made in Germany, che oramai comincia ad imporsi dalla Cina agli Emirati, dall'Olanda alla Svizzera, oltre che alla Germania stessa. La collaborazione con BMW può dirsi esclusiva in quanto dal reparto Msport della casa bavarese ne derivano il sequenziale con paddle al volante (a richiesta!), il sistema antibloccaggio, il controllo di stabilità e vari altri.
E parliamo di qualità! John Barker, giornalista della nota (agli appassionati!) rivista EVO, scrive: "la roadster mette a proprio agio nonostante l'incredibile potenza. Se si tocca l'acceleratore troppo presto in una curva da seconda o terza si scoda molto facilmente ma, una volta presa la mano la si recupera con semplicità e progressione. È molto abile, così rapida e desiderabile da dare al meraviglioso 6 cilindri in linea M3 la casa che merita!".

Tutto cominciò nel 1985 (fra l'altro il MiO anno di nascita!) quando, visitando il salone dell'auto di Essen, Friedhelm e Martin decisero di cominciare a costruire auto sportive secondo la più severa filosofia del "purismo". 
Oggi questi splendidi esemplari dal fascino un po' retrò, dotati di chassis in alluminio e carrozzerie in fibra di carbonio, vengono prodotti nella "Manifattura Wiesmann", che sorge in una zona chiamata Muensterland, famosa per l'allevamento dei più esclusivi cavalli di razza. Sarà un caso?

Ciononostante, il cavallino, come ben sappiamo, è un simbolo già usato. Sul muso di questi bolidi, infatti, troneggia un argenteo geko. Perché alla prima prova alla motorizzazione, i tecnici approvarono la Wiesmann dicendo "sta attaccata alla strada come un geko alla parete con le sue ventose"!


Volendo, poi, svilire questa passione con dei semplici numeri (che di vile hanno ben poco!) possiamo dire che con circa 250 mila euro ci si porta a casa la più piccolina, la roadster MF3 dotata di un sei cilindri bavarese da 250 orari. Pensateci su..! 


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